Urbino , patria di Raffaello.
Urbino, città ideale del Rinascimento.
Urbino, patrimonio dell’umanità.
Urbino, una città a forma di palazzo ed un palazzo a forma di città.
Urbino, la città del Duca Federico da Montefeltro.
Urbino terra degli aquiloni. Urbino e la sua Università. 500 anni di cultura.
Quanti modi per presentare e definire una città! Carlo Bo, magnifico rettore dell’Università di Urbino dal 1947 al 2001 ha scritto: “Ci sono dei Paesi di cui non si può mai dire che si è finito di conoscerne l’anima... per la natura così imprevedibile e poi per la sua storia, meglio per la vicenda umana che qui si è espressa una volta per tutte, rimanendo inattaccabile”. Ecco Urbino, città delle emozioni, imprevedibile, incomparabile “Urbino è un paesaggio incantato”, scriveva ancora Carlo Bo: “E questo lo si dice non soltanto per quello che è il suo patrimonio artistico, no, lo si dice per quello che è la fisionomia stessa della città, per la sua aria, per la straordinaria bellezza della sua terra”.
La città a 485 m s.l.m. nella zona subappenninica interna, tra le valli del Foglia e del Metauro, sorge su posizione elevata, su un crinale collinoso. Città, che per la sua importanza storica, artistica e culturale è associata a Pesaro nella denominazione della Provincia, Urbino è forse la località più nota della Regione Marche nel mondo. Impossibile - in poche righe - raccontare quello che un visitatore può vedere e vivere ad Urbino. La città è uno scrigno ricolmo di preziosi gioielli per cui va visitata, con calma e serenità, percorrendo l’intreccio dei vicoli e delle piazze, i saliscendi delle strade, le suggestive piole e scalette. Scoprire scorci inediti, porte, orti e palazzi di incommensurabile bellezza. Prima di tutto il Palazzo Ducale, la Reggia voluta dal Duca Federico da Montefeltro, uno dei capolavori più insigni del Rinascimento e che rappresenta l’autentico tesoro di Urbino; sede della Galleria Nazionale delle Marche, è opera dell’architetto dalmata Luciano Laurana che ha battezzato con il suo nome i due affilati torricini che, alti quasi 60 m, rappresentano il simbolo visivo della città. Nel Palazzo, il museo più importante delle Marche, sono raccolte opere di insigni artisti: da Raffaello a Piero Della Francesca da Paolo Uccello a Tiziano. E poi la casa natale di Raffaello, costruita nel ‘400 che, attraverso gli arredi, fa rivivere l’atmosfera di chi vi abitò (ad incominciare dal pittore, padre di Raffaello, Giovanni Santi). Ma l’emozione di un soggiorno ad Urbino non può prescindere dalla visita del Duomo o della Chiesa di San Domenico (del XIV secolo) alla quale Federico donò l’elegante portale rinascimentale con la splendida lunetta di Luca Della Robbia. Ma ogni angolo, ogni vicolo di Urbino è ricco di storia, di antichi profumi, di una emozione antica. Come il caso degli Oratori: quello di San Giovanni del 1416, interamente affrescato dai fratelli Salimbeni; quello di San Giuseppe con il presepe cinquecentesco del Brandani o quello della Morte con la crocifissione del Barocci. O la rampa elicoidale realizzata da Francesco di Giorgio Martini, l’architetto senese che ha lasciato nelle Marche i segni e le realizzazioni più ardite della sua arte (dalla Rocca di San Leo alla Rocca di Sassocorvaro). Ma l’elenco potrebbe continuare a lungo: la Fortezza Albornoz, la Chiesa di San Bernardino (o Mausoleo dei Duchi), il Palazzo Bonaventura, e il teatro romano. Ma anche, oltre ai musei di Palazzo Ducale, i tanti musei della città: dal Museo Albani a quello di Gessi; all’orto botanico fondato nel 1806. Urbino città d’arte, storia e cultura. Ma anche città dell’artigianato e della gastronomia: nelle tante botteghe, negozi e ristoranti della città si scoprono altre meraviglie legate alle più genuine tradizioni di questa terra che del Montefeltro è diventata l’indiscussa capitale. Scriveva Carlo Bo: “Chi arrivi a Urbino ignaro e della sua storia e della sua importanza si trova di fronte a una sorpresa straordinaria, anzi a un miracolo. Nel giuoco delle colline che sopportano le strade d’accesso ecco che appare un palazzo fatato che il tempo non ha sfregiato né intaccato. E’ un salto indietro nel tempo, un tuffo nella purezza e nella libertà dello spirito”. Ecco perché Urbino è una città da vivere.